“Una fase particolarmente complessa”: così viene eufemisticamente definita, nella relazione presidenziale letta da Antonio Emaldi all’80° Assemblea di AssoDistil, la situazione attuale del mercato degli spiriti, “caratterizzata da nuove tendenze di consumo, una domanda interna debole, tensioni geopolitiche e commerciali che continuano a generare incertezza sui mercati internazionali”. Eppure, “nonostante il rallentamento del commercio mondiale, le bevande spiritose italiane confermano una forte vocazione internazionale con un export che nel 2025 ha raggiunto 1,7 miliardi di euro, in crescita del 33,7% rispetto al 2019 ma con un calo del -5% rispetto al 2024. In uno scenario sempre più competitivo emerge la necessità di puntare sulla diversificazione geografica dell’export e sull’innovazione dell’offerta, intercettando le nuove tendenze di consumo e rafforzando la presenza nei mercati a maggiore potenziale di crescita”.
Lo confermano gli studi presentati all’Assemblea da Nomisma e dall’Osservatorio Distillati di Format Research. Lo scenario economico mostra elementi di fragilità con una crescita contenuta dei consumi da parte delle famiglie italiane, fortemente condizionata dall’aumento delle spese obbligate e dai costi energetici, poiché i consumatori adottano comportamenti prudenti e selettivi, privilegiando acquisti consapevoli e orientati alla qualità.
Nonostante questo, le imprese del comparto mostrano una buona capacità di tenuta: secondo l’Osservatorio Distillati di Format Research gli indicatori economici delle aziende del settore rimangono su livelli superiori alla media nazionale, confermando una sostanziale stabilità anche nelle prospettive per il 2026.

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