La sentenza emanata l’8 luglio dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha una valenza più ampia della materia oggetto della causa (numero T-381/25, rinviata dalla Corte suprema amministrativa polacca alla magistratura unionale in merito ad una controversia tra una società polacca e la Camera dell’amministrazione fiscale di Łódź): si tratta di definire quali siano, ai sensi dell’esenzione dall’accisa sull’alcol denaturato, i “prodotti non destinati al consumo umano”.
La Corte UE ha stabilito che l’esenzione dall’accisa armonizzata spetta comunque a prodotti non destinati al consumo umano contenenti alcol etilico soggetto ad accisa (in questo caso diluenti), anche se – secondo la motivazione della Camera di Łódź – il loro produttore sapeva o avrebbe dovuto sapere che tali prodotti sarebbero stati utilizzati per il consumo umano.
La sentenza rafforza anche un principio giuridico più ampio nel diritto UE sulle accise: le esenzioni devono essere applicate secondo le condizioni stabilite dalla normativa, e non sulla base di presunzioni ricavate dal solo codice del prodotto o dalla consapevolezza di un’azienda circa un possibile uso improprio.

