L’import di Tequila in Italia è cresciuto del 2,03% nel 2025 rispetto all’anno precedente, e, secondo il Consejo Regulador del Tequila (CRT), ha superato i tre milioni e mezzo di litri, con marcata preferenza per il prodotto di alta gamma.
Il Tequila in purezza (100% agave) costituisce l’85% del totale importato, per tre milioni di litri, e il restante 15% (poco più di mezzo milione di litri) riguarda prodotti distillati anche da altri zuccheri, generalmente destinati alla preparazione di cocktail.
Nella classifica dei paesi importatori di Tequila, tenuta dal CRT, l’Italia si colloca all’ottavo posto, dietro gli Stati Uniti (oltre 320 milioni di litri), seguiti da Spagna (6,9 milioni), Germania (6,5 milioni), Canada (5,9 milioni), Regno Unito (4,8 milioni), Colombia (4,3 milioni), Francia (4,2 milioni), Italia (3,6 milioni), Giappone (3,4 milioni) e Australia (3,3 milioni).
Ma è l’Italia a importare la più alta percentuale di Tequila di alta gamma, con l’85% del totale importato, come si è detto, contro il 75% degli Stati Uniti, cui seguono, Regno Unito (69%), Australia (67%), Canada (50%), Colombia (44%), Giappone (34%). Negli altri paesi importatori, insomma, il Tequila è preferito come prodotto da cocktail.

