Il 2024 si è dimostrato nuovamente un anno complesso per il mondo degli spiriti anche se le prime 10 aziende italiane del settore per fatturato hanno registrato risultati complessivamente in crescita, soprattutto Campari Group, Branca International e Illva Saronno Holding.
Così rivela un’analisi svolta da Pambianco, secondo la quale anche il 2024 è stato un anno di transizione per il mercato mondiale delle bevande spiritose, caratterizzato dalla volatilità macroeconomica e geopolitica che ha influito su consumi e distribuzione così come dal proseguimento della normalizzazione post-Covid.
Secondo il report Vinetur, i volumi mondiali hanno registrato una lieve contrazione, restando sotto i livelli pre-pandemici. Allo stesso modo, la crescita di valore è rimasta contenuta, sostenuta più dall’inflazione che da un effettivo incremento della domanda. Il quadro internazionale è stato segnato da un rallentamento della premiumization, con consumatori più attenti al rapporto qualità-prezzo. Tra i prodotti più gettonati: tequila e mezcal.

In questo scenario, le prime dieci aziende italiane specializzate nella produzione di spiriti, classificate in base ai ricavi netti nell’analisi realizzata dall’ufficio studi di Pambianco (che esclude le filiali di gruppi esteri), hanno registrato un risultato complessivamente positivo, con ricavi totali pari a 4,7 miliardi di euro nel 2024 (+5,7%), nonostante andamenti differenti a livello individuale. Un risultato che riflette un decennio fertile per l’export, con l’Italia che ha quasi triplicato il proprio valore, superando quota 1,8 miliardi di euro nel 2024, pari a +4,8% sul 2023 (dati Nomisma).

