Relazione annuale presentata all’Assemblea Nazionale di AssoDistil del 20 giugno (parte 1)

Pubblichiamo la prima puntata della Relazione annuale presentata all’Assemblea Nazionale di AssoDistil del 20 giugno:

CAPITOLO 1: LO SCENARIO PRODUTTIVO MONDIALE, EUROPEO E NAZIONALE

1.1 La produzione di alcoli di origine agricola a livello mondiale

Nel 2024 la produzione di alcoli di origine agricola nel mondo è cresciuta del 2% raggiungendo 1 miliardo e 349 milioni di ettanidri. Gli Stati Uniti con 621 milioni di ettanidri continuano ad essere il primo paese produttore e rappresentano il 46% della produzione mondiale. A seguire troviamo il Brasile che produce il 26% del totale, con circa 357 milioni di ettanidri prodotti.

1.2 La produzione europea

L’Europa, intesa come area geografica estesa oltre la sola UE, chiude il 2024 con 90 milioni di ettanidri prodotti (+4% rispetto all’anno precedente), con una quota pari al 6,7% rispetto alla produzione mondiale.
La produzione dell’UE 27, invece, si attesta su 72 milioni di ettanidri crescendo del 5% rispetto al 2023.
Francia e Germania continuano a guidare la produzione (rispettivamente 21% e 14% della produzione europea) seguite dall’Ungheria (12%); l’Italia si attesta all’1,5%.

Interessante notare come la Polonia e l’Ungheria crescono rispettivamente del 19% e 17% sul totale prodotto in UE 27, rispetto al 2023. Secondo le prime indicazioni relative alle materie prime per la produzione di alcole etilico, in attesa dei dati ufficiali 2024, i cereali, unitamente ai sottoprodotti dello zucchero – e.g. melasso – restano i feedstock privilegiati (circa il 95% della produzione totale).
La produzione di alcoli da vino e materie vinose nel 2024 è stimata sotto al 3% del totale, in flessione rispetto al 2023. Questo a causa della particolare scarsità della vendemmia, che in Italia è stata la peggiore dal dopo guerra ad oggi, sia perché lo scorso anno si ricorse massicciamente alla distillazione di crisi del vino.
La principale destinazione d’uso dell’alcole etilico europeo è il biocarburante, con il 76% della produzione, con un valore di circa 67,8 milioni di ettanidri, segue l’uso industriale (15%) e quello alimentare (9%).

1.3 La produzione italiana

I dati ufficiali del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, presentati in occasione del Vinitaly 2025 mostrano per la campagna vendemmiale 2024 numeri incoraggianti, con una produzione di vino di 44 mln di hl, +15% rispetto al 2023.
Il settore vitivinicolo, pur confermandosi uno dei più dinamici all’interno del panorama agroalimentare italiano, sconta un periodo particolarmente complesso legato, da una parte alla fase più strettamente agricola e quindi alle incertezze dovute agli effetti diretti e indiretti conseguenti ai cambiamenti climatici, dall’altra al mutamento delle abitudini del consumatore.
Secondo i dati raccolti da AssoDistil, la produzione italiana di alcoli e acquaviti 2024 si è attestata a 1 milione e 32 mila ettanidri, in linea con i volumi dello scorso anno.
La produzione di alcole da cereali 2024 rappresenta, con 703 mila ettanidri, più dei 2/3 della produzione totale di alcole in Italia, seguita dalla produzione di alcole da materie vinose, con 319 mila ettanidri, in diminuzione del 4% rispetto all’anno
precedente.
La produzione di alcoli e acquaviti da vino è diminuita del 30% rispetto all’anno precedente, sullo stesso trend anche la produzione di alcoli e acquaviti da frutta con un -66% rispetto all’anno precedente.

CAPITOLO 2: L’ALCOL ETILICO DI ORIGINE AGRICOLA NC 2207

2.1 Produzione, import ed export di alcol etilico di origine agricola – NC 2207

Nel 2024 la produzione italiana di alcol etilico (NC 2207) è stata di 943 mila ettanidri, in lieve variazione in negativo dell’1% rispetto all’anno precedente.
I dati di import in Italia, ISTAT, nel 2024 registrano un totale di 3,2 milioni di ettanidri di alcol etilico, in aumento del 17% rispetto all’annualità precedente.
Tra il 2024 e il 2023 le importazioni in Italia risultano in crescita, dai Paesi extra UE il rialzo è stato del 9%, dai Paesi UE l’incremento è stato di ben 21%.
Il principale Paese da cui si importa alcol è la Spagna con volumi che risultano raddoppiati rispetto allo scorso anno, pari a circa 788 mila ettanidri; la Spagna fornisce all’Italia il 24% dell’etanolo importato, a seguire troviamo il Pakistan (19%) e l’Ungheria (18%).
Si evidenzia come per la prima volta, rispetto al trend degli ultimi anni, risulta essere un paese europeo il principale esportatore di alcol verso l’Italia.

Sul fronte esportazioni, nel 2024, le rilevazioni ISTAT delineano un totale di circa 683.000 ettanidri di alcole in uscita dall’Italia, -4% rispetto al 2023, con principale destinazione Francia con circa 400.000 ettanidri pari al 59%, seguita da Svizzera (141.584 ettanidri) e Spagna (98.794 ettanidri).
Interessante notare che, rispetto all’anno precedente nel 2024 il volume di alcole etilico denaturato importato risulta notevolmente aumentato (+167%), in particolare dal mercato UE (+21%). Crescono anche i volumi dell’alcol etilico denaturato esportato, destinato al mercato extra UE con +18% rispetto al 2023.

CAPITOLO 3: LE ACQUAVITI NC 2208

3.1 La produzione italiana di acquaviti – NC 2208

La produzione delle acquaviti, nel 2024, si presenta in diminuzione, con un volume di 88.558 ettanidri, -3% rispetto all’anno precedente.
Grazie alla piena entrata in vigore dei Piani di controllo delle IG Grappa e Brandy Italiano quest’anno vengono presentati i dati ufficiali di produzione, censiti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ADM-Cert, autorità pubblica atta a effettuare i controlli per le indicazioni geografiche. La produzione di Grappa continua a trainare i volumi di acquaviti prodotte in Italia, con 74.000 ettanidri. A seguire troviamo l’acquavite di vino che nell’ultimo anno ha fatto registrare volumi in forte aumento, rispetto all’annualità precedente, attestandosi su circa 9.400 ettanidri. La produzione di Brandy Italiano annoverato tra le acquaviti di vino è stata di 1.593 ettanidri. La produzione di acquavite di frutta quest’anno vede una riduzione dei volumi del 24%.
Negli ultimi dieci anni la produzione delle acquaviti italiane è stata in flessione, dal 2014 al 2024 si evidenzia una riduzione del 36%. Sono diversi i fattori che hanno influenzato la produzione, tra cui le condizioni climatiche avute negli ultimi anni che non hanno favorito la vendemmia in alcune regioni dell’Italia, con conseguenze negative sulle attività di
distillazione.
Dopo la pandemia, i consumi italiani di bevande alcoliche hanno risentito del cambiamento delle scelte di acquisto e dei fattori che le condizionano, tra cui la maggiore attenzione al
consumo e alla spesa degli alcolici e la possibilità di poter accedere a prodotti alternativi dallo stesso gusto.

3.2 La produzione di Grappa IG

Nel 2024 la produzione di Grappa I.G. è stata di circa 74mila ettanidri, in lieve riduzione rispetto alla tendenza degli ultimi anni (-8% rispetto all’anno precedente).

La significativa riduzione della produzione registrata negli ultimi 3 anni è direttamente collegata al calo dei consumi del distillato di bandiera e degli Spirits in purezza in generale.
I consumi di tutti i prodotti alimentari, nel periodo post-Covid, avevano visto un notevole incremento (+20% nel 2022 vs/ 2020), soprattutto nel canale on-trade. È poi seguito un fisiologico rimbalzo verso il basso, che ha riportato progressivamente consumi e produzione ai livelli pre-2020.
Tuttavia, siamo confidenti che le nuove iniziative promosse sia da AssoDistil che dal Consorzio Nazionale Grappa, soprattutto a livello internazionale, possano fattivamente contribuite alla ripresa dei consumi di Grappa e, quindi, incidere positivamente nella produzione.

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